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Alessandro Cossu - Sono San Teodoro
Alessandro Cossu

Alessandro Cossu

Parroco Fedele alla Linea

Questa parrocchia conserva le tradizioni galluresi, sia nel vissuto che nella morale che nella tradizione religiosa, che è tipica del vissuto di campagna: la festa è al centro, la bevuta in compagnia è fondamentale, il santo deve essere onorato e partecipato dalla compagnia e dalla preghiera – e guai se alla processione sposti una via del percorso del Santo. È aperta all’incontro ma chiusa, secondo il mio parere, alla contaminazione esterna, questa comunità; in fin dei conti conserva la sua forma mentis gallurese, sono gli altri che si devono adattare ai teodorini, non il contrario. È un popolo in cui c’è molta rivalità ma anche molta collaborazione, per esempio si preferisce dare lavoro e aiuto alle persone del luogo, e questo è tipico dei paesi sardi. Io prima ero a Golfo Aranci, per questo vedo di più le differenze. Prima ancora sono stato sette anni a Roma, ero rettore di una comunità di giovani studenti di giurisprudenza, facevo il dottorando e in più ero educatore – devo ancora scrivere la tesi, in realtà: su Gregorio Magno e l’educazione dei sacerdoti nell’antichità, spero di finire presto anche se non è facile, qui c’è molto lavoro, anche d’inverno, perché questa è una comunità attivissima, d’inverno, poi a luglio e agosto i santeodorini , per così dire, scompaiono, e li rivedo in autunno.